lunedì 25 febbraio 2008

Nebbia

Cantavano Cochi e Renato:

Che cos'e' questa nebbia
in Valpadana
e' un fenomeno dell'umidita'
se rimani intrappolato dentro
si incasina la mentalita'

Ma guardate cosa è successo oggi nella mia città...




venerdì 22 febbraio 2008

Fiesta... Merengue... e ....

Sistemo le foto che ho scattato ieri sera, aggiusto il colore, tolgo gli occhi rossi, ruoto i video e penso... gli amici sono veramente doni del cielo... a volte non ti aspetti che ti possano amare cosi... le delusioni della vita ti portano a non credere che si possa amare cosi... per quello che si è... proprio perchè si è cosi... e quell'amore ti riscalda il cuore... ti fa sentire speciale e privilegiato... e senti che hai trovato quello che stavi cercando proprio quando ormai non ci credevi più... è stata una bella festa... ci siamo divertiti e non è servito molto, eravamo insieme e questo è bastato... ma quella frase, quella frase ha riscaldato i nostri cuori... Grazie Virus... grazie perchè sei un gran rompiballe ma sei cosi speciale che secondo me non te ne rendi neanche conto :)

Tvb
Quellopiccolo

giovedì 21 febbraio 2008

Kung fu Panda - Coming soon

video

lunedì 18 febbraio 2008

...



Voglia di scrivere pensieri confusi...
Voglia di dire la mia...
Voglia di gridare...
...lacrime negli occhi e rabbia nel cuore...
'fanculo!

lunedì 11 febbraio 2008

Puglia...

Ieri sono stata ad una conferenza sulle Madonne di Costantinopoli in Puglia, oggi guardo un cd sul Parco Nazionale del Gargano... sono di nuovo qui a studiare davanti al pc, preparando i nuovi itinerari per la nuova stagione, studio... matto e disperatissimo nella speranza che l'ansia questa volta non venga a farmi visita ma... so che prima o poi arriverà... arriva sempre... per il momento studio, inseguendo un sogno, il mio sogno e mi ritrovo qui con lo stesso entusiasmo di ieri ma sicuramente con meno di domani e vorrei farvi innamorare dei suoi colori, dei suoi profumi, della sua gente come lo sono io... Ogni giorno una scoperta, ogni giorno un sorriso nuovo per gridare che il sud non è solo delinquenza e insofferenza alle regole.

martedì 5 febbraio 2008

Martedì Grasso

Un saluto, a tutti voi;
dite un po’ chi siamo noi?
Ci guardate e poi ridete?
Oh! mai più ci conoscete!
Noi scherziam senza far male,
Viva, viva il Carnevale!
Siamo vispe mascherine,
Arlecchini e Colombine,
diavolini, follettini,
marinai bei ciociari
comarelle vecchierelle:
noi scherziam senza far male,
viva, viva il Carnevale!
Vi doniamo un bel confetto,
uno scherzo, un sorrisetto;
poi balliamo poi scappiamo.
Voi chiedete: Ma chi siete?
Su pensate, indovinate.
Siamo vispe mascherine,
Arlecchini e Colombine,
diavolini, follettini,
marinai bei ciociari
comarellevecchierelle:
noi scherziam senza far male,
viva, viva il Carnevale!

L'etimologia della parola Carnevale è tuttora molto discussa: potrebbe derivare da Carna -aval o da carnevale (un invito a non mangiare carne), o ancora, da Carnalia (feste romane in onore di Saturno), oppure da carne-levamen o dall'espressione medievale carnem-laxare (cioè fare digiuno, astinenza). Di sicuro le origini di questa festa sono religiose. Apprendiamo, dalle testimonianze storiche, che le maschere erano utilizzate dall'uomo fin dal Paleolitico, quando gli stregoni, durante riti magici e propiziatori, indossavano costumi adornati di piume e sonagli e assumevano aspetti terrificanti grazie a maschere dipinte, nell'intento di scacciare gli spiriti maligni. Ma è soprattutto nel mondo romano, dove si svolgevano feste in onore degli dei, che possiamo ritrovare le origini del nostro Carnevale. Ma è soprattutto nel mondo romano, dove si svolgevano feste in onore degli dei, che possiamo ritrovare le origini del nostro Carnevale. Nell'antica Roma i festeggiamenti in onore di Bacco, detti Baccanali, si svolgevano lungo le strade della città e prevedevano già l'uso di maschere, tra fiumi di vino e manifestazioni danzanti. Famosa era, anche, la festa di Cerere e Proserpina, che si svolgeva di notte, in cui giovani e vecchi, nobili e plebei si univano nel ritmo dei festeggiamenti.

In marzo e in dicembre era la volta dei Saturnali, le feste sacre a Saturno, padre degli dei, che si svolgevano nell'arco di circa sette giorni durante i quali gli schiavi diventavano padroni e viceversa, dove il "Re della Festa", eletto dal popolo, organizzava i giochi nelle piazze, e dove negli spettacoli i gladiatori intrattenevano il pubblico. Secondo Livio, queste feste iniziarono all'epoca della costruzione del tempio di Saturno (263 a.C.). Negli anni i Saturnali divennero sempre più importanti, all'origine infatti duravano solo tre giorni, poi sette finché, in epoca imperiale, furono portati a quindici.

Arlecchino è, fra le maschere italiane, la più conosciuta e popolare. E' anche una delle più antiche, perché le sue origini si possono rintracciare nella figura del "diavolo burlone" delle favole medioevali e in seguito nel "buffone" delle compagnie di comici girovaghi alle corti principesche o fra i saltimbanchi e gli acrobati nelle fiere e nei mercati dei sobborghi, sempre affollati di gente in cerca di divertimento. Nativo di Bergamo bassa, parla nel dialetto di quella terra, ma poi lo muterà in quello veneto, più dolce ed aggraziato. Il suo vestito era dapprima tutto bianco, come quello di Pulcinella, suo degno compare. Col tempo a furia di rattoppi con pezzi di stoffa di ogni genere, é diventato quello che oggi tutti conosciamo; un variopinto abito composto da un corto giubbetto e da un paio di pantaloni attillati, entrambi a losanghe e triangoli di tutti i colori. Arlecchino ha un carattere stravagante e scapestrato. Ne combina di tutte, inventa imbrogli e burle a spese dei padroni avidi e taccagni dei quali é a servizio, ma non gliene va bene una. Intendiamoci Arlecchino non é uno stupido; magari è un ingenuo, talvolta forse un po' sciocco, ma ricco di fantasia e immaginazione. In quanto a lavorare nemmeno a parlarne; fra Arlecchino ed il lavoro c'é una profonda incompatibilità. Però fa lavorare la lingua e molto. I suoi lazzi, le sue battute, le sue ingenue spiritosaggini, fanno ridere a crepapelle tutti quanti. Quando poi non sa come cavarsi da un impaccio o a liberarsi da un guaio, Arlecchino diventa un abile maestro nel far funzionare le gambe; capriole, piroette e salti acrobatici. Vivace, scanzonato, pieno di brio e di trovate, Arlecchino è la più simpatica fra tutte le maschere italiane.


Buon Martedi Grasso... a chi si maschera e a chi no... a chi vuole tornare bambino e a chi non se lo ricorda più... a chi vorrebbe ma non può... che la follia invada i vostri cuori... :))))